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Thamer Gharbi: costruire il futuro passo dopo passo

Categoria: Storie Vincenti

Lasciare il proprio Paese da giovanissimi, affrontare l’incertezza e ricominciare da zero non è semplice. In questa intervista Thamer Gharbi racconta il suo percorso dalla Tunisia all’Italia, passando da Sondrio fino a Pescara: una storia di difficoltà, crescita e nuove opportunità, costruita passo dopo passo grazie all’impegno personale ed al supporto delle persone incontrate lungo il cammino.

Dalla Tunisia a Sondrio

Chi sei? Raccontaci qualcosa di te.
Ciao, mi chiamo Thamer Gharbi, ho 18 anni e vengo dalla Tunisia. Ho dovuto lasciare il mio Paese da minorenne a causa di problemi familiari: una scelta molto difficile che ha cambiato completamente la mia vita. Partire non è mai facile, soprattutto quando si è giovani e si lascia tutto quello che si conosce — la famiglia, gli amici, la propria casa. Il viaggio è stato lungo e faticoso, pieno di difficoltà e momenti di paura, ma non ho mai pensato di mollare, perché sapevo che lo stavo facendo per costruire un futuro migliore. Preferisco però parlare del presente, più che del viaggio.

Quali erano le tue emozioni e aspettative quando sei arrivato per la prima volta a Sondrio?
Sono arrivato in Italia nel 2023. All’inizio ho passato alcuni giorni nel sud del Paese insieme ad altri ragazzi provenienti da diverse parti dell’Africa, tutti uniti dalla stessa speranza di iniziare una nuova vita. Dopo poco tempo, insieme a due di loro, sono stato trasferito a Sondrio. Prima di arrivare avevo aspettative molto basse: pensavo fosse una piccola città, lontana da tutto, e avevo paura che non mi sarebbe piaciuta. Invece mi sono ricreduto subito. Ho conosciuto persone vere, disponibili e sincere, e questo ha fatto davvero la differenza. Sondrio è diventata per me un luogo importante, il luogo della mia rinascita.

Quali sono state le difficoltà più grandi che hai affrontato all’inizio del tuo percorso?
La difficoltà più grande è stata sicuramente la lingua. Non parlavo bene italiano e comunicare con le persone era complicato: volevo dire tante cose ma non riuscivo, e questo mi faceva sentire solo e insicuro. Con il tempo, la pazienza e l’aiuto delle persone giuste, però, ho iniziato a migliorare.

L’esperienza a Sondrio e il supporto ricevuto

Come descriveresti l’anno trascorso a Sondrio?
L’anno a Sondrio lo descriverei come inizialmente difficile, ma allo stesso tempo molto bello e pieno di emozioni. È stato un periodo di crescita importante, in cui ho imparato tante cose nuove e ho iniziato davvero a costruire il mio futuro.

In che modo il progetto della cooperativa Forme ti ha aiutato nel tuo percorso di crescita?
La Cooperativa Forme per me è stata fondamentale. Le persone che ne fanno parte mi hanno accolto e aiutato in ogni aspetto: imparare l’italiano, conoscere nuove persone, credere in me stesso, capire anche quando sbagliavo. Non mi hanno mai chiuso la porta. Sono stati il punto di partenza della mia nuova vita in Italia: i primi passi per superare le difficoltà e guardare avanti li ho fatti insieme a loro.

C’è una persona o un momento che ricordi come particolarmente importante?
Non dimenticherò mai le giornate estive passate con altri ragazzi a fare attività ed esperienze insieme. Di quel periodo porto con me soprattutto una sensazione: quella di poter dare fiducia agli altri. Mi sono sentito parte di una grande famiglia che mi ha sempre supportato. Anche oggi, nonostante non viva più a Sondrio, continuo a sentire alcune di queste persone molto vicine.

Il trasferimento a Pescara

Quanto è stato difficile ricominciare da capo quando ti sei trasferito vicino a Pescara?
Ricominciate tutto da capo in un’altra città è stato molto difficile. Quando sembrava che tutto stesse andando per il meglio a Sondrio, è arrivata la notizia del trasferimento a Pescara. È stato un momento in cui ho perso, per un attimo, fiducia nel futuro. Alla fine del 2024, il 3 gennaio, sono partito insieme agli stessi due amici con cui ero arrivato a Sondrio. Valigie, tristezza e tanti pensieri negativi… ma eccomi qui.

Quali nuove opportunità o sfide hai trovato lì?
Era tutto diverso e non ero abituato al nuovo ambiente, ma ho trovato anche nuove opportunità, soprattutto nello studio e nelle nuove amicizie. Dopo quasi un anno dal trasferimento e tanti sacrifici, sto riuscendo a costruire una nuova stabilità.

Cosa ti ha aiutato a non mollare durante questo cambiamento?
Pensare sempre al mio futuro mi ha aiutato a non mollare. Anche nei momenti più difficili ho cercato di guardare avanti, con pazienza e determinazione.

Verso il lavoro e la vita adulta

Come sei arrivato a scegliere la professione di idraulico?
Dopo circa otto mesi dall’arrivo a Pescara mi è stata offerta un’opportunità di lavoro come idraulico. Ho deciso di provare e mi è piaciuto molto. Con il tempo sono migliorato e ho imparato tanto.

Qual è stata la tua più grande soddisfazione da quando hai iniziato a lavorare?
Grazie all’impegno e alla costanza, oggi posso dire di avere un contratto a tempo indeterminato. Questa è una delle cose di cui sono più orgoglioso, perché il lavoro per me significa indipendenza, dignità e futuro. Voglio costruire una famiglia e dare stabilità alla mia vita.

Riflessioni e sogni

Guardando indietro, qual è la cosa di cui sei più orgoglioso?
Sono orgoglioso del percorso che ho fatto e di non aver mollato, nonostante le difficoltà e i cambiamenti continui.

Cosa hai imparato dalla tua esperienza?
Ho imparato ad avere pazienza, a impegnarmi e a credere in me stesso anche quando sembra impossibile. Ho imparato anche che, con il tempo, si può dare fiducia agli altri, a poche persone ma sincere. Mi sento fortunato perché a Sondrio ho incontrato persone vere e ora, anche a Pescara, sto iniziando a trovare nuovi punti di riferimento.

Come vedi il tuo futuro e quali sono i tuoi sogni ora?
Quando penso al mio futuro, mi vedo con una grande famiglia e con il sogno di diventare capo idraulico, continuando a crescere sia come lavoratore che come persona.


Contatti e informazioni

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