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Carlo e Francesco Innocenti: l'energia di due fratelli nel cuore di Sondrio

Categoria: Storie Vincenti

Carlo e Francesco Innocenti: l'energia di due fratelli nel cuore di Sondrio

Nel 2024, in controtendenza rispetto alla desertificazione commerciale dei centri storici, Carlo e Francesco Innocenti hanno scelto di investire sulla propria terra. Recuperando le radici di famiglia, hanno aperto le porte de "Il Camino Innocenti" a Sondrio, affiancati dall'esperienza di papà Fabrizio. Due fratelli, due percorsi diversi e un'unica visione comune. Ecco la loro storia a due voci tra sfide, lavoro di squadra e amore per il territorio.

Chi siete fuori dal negozio e da dove nasce la passione per questo mondo?

Carlo: Fuori dal bancone sono un ragazzo dinamico e intraprendente, a cui sono sempre piaciute le sfide a viso aperto. Ho giocato a lungo a calcio nelle squadre locali: un’esperienza che mi ha insegnato il valore del fare gruppo e del non mollare mai.

Francesco: Abbiamo la stessa vena sportiva: anch'io gioco a calcio, un'attività che mi trasmette energia e mi ricorda ogni giorno l'importanza del gioco di squadra. Ho 22 anni e fuori dal negozio amo vivere appieno il territorio: stacco la spina camminando in montagna nella natura, con la musica sempre come compagna di viaggio.

Carlo: La passione per il buon cibo, invece, è una questione di famiglia: siamo cresciuti respirando l'atmosfera dell'attività di famiglia ad Ardenno con mamma e papà. Anche se prima di aprire facevo tutt'altro nella vita, quell'imprinting non mi ha mai abbandonato. Ogni volta che visito posti nuovi, la prima cosa che faccio è cercare botteghe, cantine e produttori artigianali per scoprire sapori inediti da portare sul nostro bancone.

Francesco: Per me quel legame è viscerale. Guardare l'impegno dei nostri genitori ad Ardenno mi ha trasmesso fin da ragazzino il valore del sacrificio e il rispetto profondo per le materie prime di qualità, spingendomi a credere subito in questo mestiere.

Nel 2024 avete aperto "Il Camino Innocenti" a Sondrio. Come è scattata la scintilla e cosa vi ha convinto a unire le forze?

Carlo: La spinta iniziale è nata dalla mia voglia di prendere in mano la mia vita e costruire un progetto autonomo. Facevo un altro lavoro, ma sentivo il bisogno di creare qualcosa di mio e rimettere a frutto il mondo in cui eravamo cresciuti. Ho scelto Sondrio perché credo nel centro cittadino e nel valore del commercio di prossimità... ma sapevo che da solo sarebbe stata un'altra cosa.

Francesco: E infatti quando mi ha esposto l'idea non ho avuto la minima esitazione. Anch'io arrivavo da un percorso lavorativo differente, ma costruire qualcosa di unico insieme a mio fratello e a nostro padre Fabrizio era un'opportunità troppo preziosa per lasciarsela scappare. Più di tutto mi ha convinto la solidità della visione: non volevamo semplicemente tirare su una serranda, ma dare continuità alla storia della nostra famiglia.

Carlo: L'esperienza di papà ci ha dato la sicurezza per partire, ma l'energia per farlo ogni giorno ce la diamo a vicenda.

Francesco: Per me aprire nel cuore di Sondrio significa proprio questo: restituire valore al territorio in cui siamo cresciuti, con una scelta di forte attaccamento alle radici e una scommessa concreta sul futuro del centro storico.

Come vi dividete i ruoli nella gestione quotidiana del negozio?

Francesco: La giornata per me comincia presto in cucina, dove mi dedico alla produzione e alle cotture dei piatti per la gastronomia. Una volta sfornata la linea del mattino, passo direttamente al bancone per l'accoglienza dei clienti e la vendita, curando al tempo stesso la preparazione per il giorno dopo e la burocrazia. È un ruolo molto dinamico tra fornelli, banco e gestione.

Carlo: Ci completiamo a vicenda. Mentre Francesco cura la parte produttiva, io mi concentro sulla ricerca e selezione delle eccellenze con i fornitori, sul confronto quotidiano con i clienti e sullo sviluppo dei servizi esterni, a partire dal catering per eventi privati e aziendali.

Francesco: I ritmi sono serrati e la cucina richiede precisione millimetrica, ma la totale fiducia tra noi e il supporto di papà ci permettono di sincronizzarci alla perfezione e compensarci in modo naturale.

Quali sono stati gli ostacoli maggiori all'inizio e quali le soddisfazioni più belle?

Carlo: L'inizio è stato impegnativo sotto molti aspetti. Sul piano economico le responsabilità sono tante, ma la difficoltà maggiore è stata superare una certa diffidenza iniziale: alcuni fornitori e operatori faticavano a dare fiducia a ragazzi giovani. Conquistare la stima quotidiana dei clienti richiede tempo e presenza costante.

Francesco: Per me l'ostacolo più tosto all'avvio è stato trovare il ritmo tra mansioni così diverse: passare dalla precisione della cucina ai tempi rapidi della vendita e della burocrazia è stata una bella palestra organizzativa.

Carlo: Ma quando la macchina parte, le gratificazioni ripagano di tutto. La vittoria più bella è vedere le persone che tornano contente e si fidano ciecamente dei nostri consigli. E poi non mancano momenti speciali: penso alla Fiera del Biologico, quando abbiamo preparato la nostra "Lasagna Garpez" e l'abbiamo offerta a Giovanni Storti, vedendolo apprezzare sinceramente la nostra cucina!

Francesco: La soddisfazione la vivi ogni singolo giorno dietro al bancone. Vedere le persone che apprezzano non solo i piatti della gastronomia, ma anche la nostra selezione di etichette locali, formaggi e salumi di qualità è impagabile. Quando un cliente torna e ti dice che il consiglio sull'abbinamento era perfetto, capisci che la nostra cura nella ricerca ha un valore reale per le persone.

Tra progetti futuri e nuove sfide, che consiglio dareste ai giovani che vogliono fare impresa in Valtellina?

Francesco: Ai nostri coetanei che sognano di mettersi in proprio in provincia dico di non farsi spaventare dalla giovane età. Spesso si pensa che servano decenni di esperienza prima di partire, ma la determinazione, l'energia dei vent'anni e la voglia di imparare contano tantissimo. La nostra valle ha un potenziale enorme che aspetta solo di essere valorizzato da nuove idee: abbiate il coraggio di mettervi in gioco, perché investire qui e vedere i frutti del proprio lavoro non ha prezzo.

Carlo: La paura è normale, ma non deve mai bloccare. Bisogna credere in se stessi e farsi sostenere dalle persone vicine. Mettersi in proprio richiede sacrifici enormi, ma vedere crescere una propria creatura ripaga di ogni singola fatica.


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